THE REVOLUTIONARY IS A LOVER – Un Manifesto Teofanico in una Voce Mortale e molte Immortali

THE REVOLUTIONARY IS A LOVER – Un Manifesto Teofanico in una Voce Mortale e molte Immortali

Opera teatrale poetica e visionaria, The Revolutionary is a Lover è un manifesto spirituale messo in scena come un rituale di trasformazione interiore. L’unica attrice visibile – “Tu” – dialoga con voci immortali: Jung, Rumi, Ibn Arabi, Rabia, Hafez, Avicenna, Shams, Khayyam, Francesco d’Assisi. Ogni voce incarna un archetipo della coscienza, guidando lo spettatore in un viaggio tra ombra e luce, paura e desiderio, ferita e amore. In sette atti e un epilogo, il testo intreccia mistica sufi, psicologia junghiana e filosofia dell’Uno, trasformando la scena in uno spazio sacro, intimo e universale. È un invito a rivoluzionarsi dentro, attraverso l’amore che include ogni parte. Un’ode teatrale alla verità, all’umano, alla bellezza ferita che cerca di ricordare il giardino.

THE REVOLUTIONARY IS A LOVER – Un Manifesto Teofanico in una Voce Mortale e molte Immortali

Soggetto proponente

La mia pratica artistica nasce dall’urgenza di comprendere storia, identità e cultura attraverso l’esperienza diretta. Lavoro tra linguaggi e territori – tra Oriente e Occidente – esplorando materia, memoria, potere e mito. Progetti come Ways of Seeing Iran, Sanctionwear o The Matrix of Human Identity si sono sviluppati in contesti transnazionali e collaborativi. Anche la curatela è parte integrante del mio percorso, come in Identities in Movement. Per me, l’arte è un atto di presenza radicale: un luogo dove il visibile incontra l’invisibile e dove ogni ferita può trasformarsi in visione.

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Artemis Akchoti

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